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giovedì 26 gennaio 2017

BUFALE SUL WEB E MAINSTREAM DOMINANTE.

Qualche settimana fa impazzava la tematica della lotta alle bufale sul web. Dobbiamo fare delle distinzioni, però, altrimenti si arriva a subire una legge bavaglio, con lo specchietto per le allodole della lotta alle bufale.
Si tratta di bloccare siti come "il fatto quotidaino" e simili? Perfetto, ci sto pure io, dato che spesso segnalo condivisioni di questo tipo. Ma non ci si fermerà solo a questo, e si arriverà a giustificare una censura di controinformazione, attraverso questo pensiero: tutto quello che non s'incastra con il mainstream, è una bufala = censura.
Potrei farvi mille esempi, ma vi faccio quello classico sui temi che mi interessano di più. Il mainstream ha voluto che negli anni successivi alla crisi dei subprime la ricetta giusta fosse l'austerità, e tutti sono andati in quella direzione. Chi ha provato a dire "ehi, forse non è un problema di debito pubblico, ma privato", era definito come complottista. Così come oggi chi è euroscettico e vuole uscire dall'Euro è un complottista che va contro il sogno europeo, mentre quando cadrà il
castello, tutti diranno "eh masevedeva che era un castello di carte". A quel punto il mainstream si allineerà in un giorno ai vecchi complottisti euroscettici, e faranno finta di averlo sempre sostenuto, magari facendovi vedere un vecchio trafiletto sul MES a pagina 80. 
E allora anche i giornali sono bufalari nella sostanza economica della società che viviamo.
Le bufale fanno parte del gioco. Come le definiamo le bufale? Sta tutto lì, nient'altro.
Una bufala è pure: mps è salva....potete investire tranquillamente....cit. Ex governo...e poi oggi... .
Una reputazione sul web te la fai con il tipo d'informazione che fai. Chi è fuoristrada, è sempre avvertito che le sue fonti non sono molto attendibili. 
Ma con questa scusa, non possiamo rischiare di farci imporre un pensiero unico preconfezionato, del quale siamo già schiavi, fatta eccezioni per qualche manciata di coraggiosi temerari che ci insegnano #lebbasi del neoliberismo che stiamo vivendo.
L'impressione è quella di una cornice venduta dall'alto, che si adegua alle scelte di politica economica in progetto. Cercate un po', e nel 2012 troverete tantissimi inni alla bellezza e utilità delle politiche d'austerity. Risate assicurate.
Se il provvedimento che ne verrà fuori colpisse esclusivamente i famigerati siti di bufale e di razzismo, che si apra una discussione seria in Parlamento. Se così non fosse, il voto contrario, però, non vorrebbe dire essere contro le bufale. Se mettono spazzatura che imbavaglia dentro una legge col titolo buono, non caschiamoci.

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